Resoconto campionato zonale di termoli
Nei giorni dal 9 all’11 Luglio si è svolto il Campionato zonale unificato della IX Zona FIV. Molto deludente la partecipazione nelle varie classi che ha lasciato l’amaro in bocca un po’ a tutti, consentendo, a causa del mancato raggiungimento dei numeri minimi di partecipanti per classe, di assegnare solo pochi fra i tanti titoli zonali in palio: praticamente solo per gli Optimist, nelle varie categorie. Le altre classi presenti come i 470, i 420, i Mattia Esse, e gli Snipe, non hanno raggiunto i numeri minimi per consentire la messa in palio del titolo, disputando pure delle regate che, fatta eccezione per gli snipe (appena 3) potevano essere considerate dei match race corsi con le regole delle regate di flotta. Altre classi ancora come il Laser standard, il classe A per i multiscafi, il windsurf, ecc., non si sono neanche presentate, mentre i laser radial e 4.7 hanno disputato solo le regate del Sabato e della Domenica rimanendo assenti (eccetto due radial) il Venerdì giorno necessario per l’assegnazione del trofeo.
Chi aveva pianificato una tre giorni di vacanza velica, al pari di tante manifestazioni nazionali che si fanno fuori zona, e contava magari finalmente di tornare a partecipare ad un evento di alta rilevanza, completamente dedicato alla zona, è tornato a casa deluso e amareggiato.
Certamente non è appropriato fare qui un’analisi del perché sia accaduto questo flop né tantomeno polemizzare con chi, pur abituato a trasferte di almeno 3 giorni fuori zona, ha snobbato l’evento. E sì perché nonostante la sovrapposizione delle classi (molti regatano sia in classe Laser che nei doppi) tanti erano gli assenti sia a livello personale, se non addirittura di intere squadre/circoli. A dirla fino in fondo anche i giudici. Chi se lo sarebbe mai aspettato da loro, che normalmente prestano un’opera silenziosa e spesso non sufficientemente ricambiata da noi regatanti in termini di ringraziamento, marcare un’assenza completa per il giorno di Venerdì. Il 9 infatti il Comitato di Regata ha potuto recuperare in extremis un solo giudice riuscendo a mettere in serie su un unico campo le regate prima degli optimist e, solo al termine di queste ultime, delle altre classi.
Non vorrei neanche pensarlo ma probabilmente tutti insieme abbiamo già perso in partenza la lotta per cercare di riaffermare il nostro sport (che credo amiamo tutti) nelle acque della nostra cara zona.
A dispetto di questo deludente preambolo la manifestazione si è potuta svolgere in una cornice veramente accattivante sia per le disponibilità del Circolo Vela Termoli (in termini e di attrezzature, e di spazi e di gentilezza e disponibilità dei soci che sono stati coinvolti), sia di vento che, ha toccato un po’ tutte le tipologie dal vento forte di Venerdì con mare formato, all’arietta del sabato, fino al vento medio di domenica. Insomma come dire c’erano tutti i presupposti, mancavano solo i regatanti, che evidentemente non hanno voluto gareggiare.
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Passando al resoconto specifico delle varie classi, non siamo certo in grado di dare una menzione di tutte le classi, per cui tratteremo quelle cui abbiamo partecipato o vicine come soci della Lega Navale.
Nel 470, dopo una settimana spesa (letteralmente) a fare telefonate su telefonate a tizio e caio (si è sentita forte l’assenza di un delegato di classe) sembrava che saremmo dovuti essere 4 barche Venerdì per poi aumentare a 5 di Sabato. Ci siamo presentati in 2 (D’Ambrosio e Di Nicola per la LNI di Pescara e Azzariti e Dolce Jr., per la Fraglia Vela F.P. Michetti di Francavilla), abbiamo avuto modo di fare un pomeriggio velico veramente esaltante con manovre e planate a 13-15 nodi di base e raffiche a sfiorare i 20, e regatina finale in un match race concluso prematuramente con il ritiro di Alberto che ha rotto la ghinda. In serata, dopo altre telefonate, preghiere, ecc., abbiamo rimpacchettato e siamo tornati a casa. Certo dopo un 2009 passato con 3 regate zonali dove il numero delle barche partecipanti è stato nell’ordine di 8-7-8, ed un palio corso con 9 barche della classe 470, c’è proprio da riflettere.
Nella classe Snipe, 3 equipaggi pronti ad iscriversi nel giorno di Venerdì, usciti solo nel tardo pomeriggio dopo aver fatto i vitelloni al sole e senza partecipare alla regatina del giorno. In serata sembrava si dovesse concludere prematuramente anche la loro avventura per la defezione di una delle prodiere intervenute. Il dissolvimento della “flotta” dei 470 ha consentito di recuperare un prodiere e la piccola squadriglia si è potuta allineare sulla linea di partenza nei giorni di Sabato e Domenica. Anche qui gli assenti che nominalmente avrebbero potuto partecipare erano almeno in 4. Assente anche qui, dalla manifestazione, il capitano della flotta. Il presagio non è dei migliori per la partecipazione al Campionato Italiano di Pescara ad agosto. Classifica finale: 1° Fiorini-Monaco (del CN Pescara), 2° D’Orazio-D’Ambrosio (LNI Pescara), 3° Piselli-Borghese (LNI Pescara) al termine di 6 prove belle e combattute.
Nella classe Optimist si è potuto notare un forte sgranamento fra il giorno di Venerdì e i rimanenti due del fine settimana. Dispiace notare come proprio i nostri ragazzi e quelli del vicino Club Nautico erano i grandi assenti del Venerdì. Di certo ascoltando una campana o un’altra si possono trovare giustificazioni più o meno valide. Rimane però un fatto di fondo e cioè che il Campionato zonale unificato era programmato almeno da Febbraio di quest’anno (se non prima). Il non aver trovato il modo di liberarsi il Venerdì (quando più “facilmente” lo si trova per altre occasioni) o peggio ancora organizzare un evento in semi-sovrapposizione in altro luogo (di fatto disperdendo parzialmente le forze) fa sospettare una non volontà o peggio una volontà contraria. E’ chiaro che questa cosa lascia ancor più l’amaro in bocca. I nostri, tutti nella categoria Juniores, si sono piazzati come di seguito: 3° Paolo Lachi, 4° Jacopo Scavongelli, 9^ Martina Borghese, 12° Lorenzo Aloisi, 13° Schips, 16° Citarella.
Le foto (scattate di Domenica) fanno intravedere una folta presenza della LNI di Pescara che, nell’ambito del Trofeo intitolato al caro Professore Di Gregorio, e che è stato assegnato al circolo che si è presentato con il maggior numero di barche al Campionato zonale, si è comunque classificata 4^. Il Trofeo è stato assegnato al Circolo Nautico di Vasto, 2° CN Alba Adriatica, 3° il CV Termoli, chiudono la classifica in 5^ posizione e a pari merito il CN Pescara e il CV Il Mucillagine di Cologna. In particolare fa specie la assenza degli ortonesi che proprio a Franco Di Gregorio debbono in termini di gratitudine ancora più di tutti gli altri.
Nel complesso la mancanza di punti di riferimento al di sopra delle parti, la litigiosità tra le nuove anime della vela non fanno prevedere nulla di buono per il futuro. La prima osservazione è che ormai il calendario zonale va stretto a molti come se l’attività vera sia quella dei grandi appuntamenti, ma fare questa politica rende ancora più difficile trovare facce nuove tra i regatanti; la seconda è che la zona sembra divisa in circoli “fedeli alla linea” dell’attuale dirigenza (dalla presidenza nazionale in giù) ed altri che vanno per la loro strada. Non è compito di questo articolo capire perché ci si trova a questo punto anche perché manca una chiave di lettura unica ed interamente condivisibile. Il nuovo programma under 16 che di fatto sposta alla zona la programmazione dell’attività finora svolta all’interno dei circoli, rompe consuetudini ed equilibri finora consolidati ed inoltre impone canoni evidentemente nuovi per la formazione dei futuri atleti (seppure già funzionanti da anni in altre discipline sportive) che devono ancora essere meglio digeriti.
E’ forse necessario per evitare la completa disaggregazione che ci si parli e ci si confronti, chiaramente ed anche ad alta voce, per evitare di continuare ad attribuire all’altro la colpa di tutto. Anche perché il rischio è di riuscire ad azzerare quanto di buono è stato finora fatto soprattutto se si continuerà a percorrere bordi di bolina diversi senza mai cambiare mura. E’ sintomo di grave malessere sentire dire da chi frequenta senza interruzione i campi di regata da trenta anni e senza altro interesse oltre a quello più genuinamente sportivo, che dall’anno prossimo frequenterà solo i circuiti nazionali, disertando la zona.










