D'Ambrosio e Di Nicola al CICO 2010
Si è disputato dal 23 al 26 settembre, nel golfo di Gaeta, il Campionato Italiano Classi Olimpiche ed ha registrato la partecipazione, per il Gruppo Vela Lega Navale di Pescara, dell'equipaggio Marco D'Ambrosio e Corrado Di Nicola Ciaranca su 470.
Sono stati quattro giorni in cui il meteo perturbato ha permesso comunque di disputare quasi tutte le prove in programma in condizioni molto varie ed anche a tratti estreme.
Molto suggestivo lo scenario dei quattro giorni che ha visto la partecipazione delle otto classi olimpiche distribuite su sei campi di regata differenti. Non capita spesso di vedere circa trecento imbarcazioni in mare soprattutto potendo poi assistere allo spettacolo da quegli "spalti" naturali che offre il golfo di Gaeta.
I 470 erano schierati insieme ai Finn presso il Circolo Nautico Caposele di Formia, che faceva un po' da fulcro a tutto il CICO, le altre classi erano distribuite per altre tre basi nautiche nei dintorni. L'organizzazione a terra è stata impeccabile, unici nei i due “scivoletti” un po' stretti per smaltire velocemente i 57 470 e i 26 Finn, e le strutture di supporto abbastanza carenti per quanto riguarda spogliatoi, docce, ecc. (meno male c'era ancora una coda d'estate e ci si poteva cambiare all'aperto,e comunque ci siamo cambiati all’aperto anche quando pioveva da rudi marinai quali siamo).
Nella flotta dei 470 erano presenti tutti gli equipaggi della squadra nazionale (che normalmente naviga ai vertici nel mondo) e comunque tutti quelli che in un certo senso sono riusciti a fare di questo sport una professione grazie all'appartenenza alle rappresentative sportive delle varie Forze Armate.
Nel primo giorno, dopo i controlli di stazza che hanno comunque costretto i nostri ad una rocambolesca ricerca di attrezzi adeguati ed una modifica sul tangone (risultato più lungo di ben 5 millimetri! ... gli stazzatori avrebbero potuto sorvolare ...) sono state disputate 3 prove con vento medio-leggero, che hanno visto i nostri dapprima con una partenza molto timida, poi sempre un po' più accorta, chiudere comunque in tutte e tre le prove con un costante 46° posto. Certo la flotta si è dimostrata molto “maschia” e chiaro segno ne è la comparsa di un paio di bandiere nere durante le procedure di partenza.
Il secondo è il giorno della pioggia battente. Usciamo in mare per percorrere le 2 miglia che ci separano dal campo di regata sotto una fredda pioggia a tratti anche fitta. Si sente anche qualche tuono in lontananza (speriamo che non cominci a scaricare flumini qua e là...). Arriviamo in prossimità della barca giusto in tempo per sentirci dire che il Comitato sta rimandando le barche a terra per attendere il vento. Torniamo a terra: altre 2 miglia al freddo. A terra si attende nuovamente l'ammaina dell'intelligenza sotto i tendoni, cercando di non ostacolare l'allestimento degli interni per la serata, finchè finalmente ci "ricacciano" fuori. La pioggia è andata via ma il sole non c'è e fa ancora freddo: gli strati di muta aumentano come quando ci si veste "a cipolla" a marzo. Altre due miglia (ma perchè andata e ritorno sono sempre di bolina?) e finalmente si parte con un venticello fresco. La partenza è sempre meno sotto le vele degli altri (c'è voluta anche questa volta la bandiera nera), ma dopo mezza bolina i primi hanno già un distacco enorme: ci manca proprio il passo (per la prossima stagione c'è parecchio da lavorare!). Nell'ultima poppa scendiamo praticamente giù grazie alle onde, ormai il vento ci ha lasciati da un po'. Scopriremo a terra che tutte queste fatiche non sono valse a nulla perchè i primi arrivano molto prima di noi, quando ancora c'è vento, e gli ultimi registrati si fermano al 39°. Non sapremo mai se abbiamo fatto meglio o peggio del primo giorno ... col DNF tanto valeva starsene a terra, una terra, tanto per cambiare distante ancora 2 miglia, ma almeno il vento riesce e ci permette di tornare in tempi ragionevoli e senza traino.
Il terzo giorno, dopo una mattinata di pioggia, escono sole e vento … ma tanto vento! Mentre navighiamo verso il campo è ancora una cosa decente: forte sì, ma lo abbiamo già sperimentato a casa nostra. Quando siamo sulla linea il vento è salito fino a 25 e durante la prima bolina si avvertono delle belle raffiche che poi sapremo essere giunte fino a 30 nodi (almeno il sole è sempre lì a scaldarci). Ovviamente in queste condizioni no spi, come gran parte della flotta, e di poppa si vira! Gente più saggia di noi asserisce che anche con ventone conviene dare spi, perchè si equilibra la barca e si riduce la pressione sulla randa, a giovamento della stabilità. Probabilissimo che sia vero, a saperlo fare… Una scuffia almeno era statisticamente inevitabile con barca a 180°, deriva scomparsa dentro la scassa, e Corrado che si tuffa "sotto-coperta" (o forse è meglio dire "sotto-chiglia") per ritirarla fuori e permetterci di raddrizzarla. Tagliamo l'arrivo felici di essere tutti interi e di non esserci piegati davanti alle difficoltà, qualche preoccupazione (che poi si rivela infondata) per il rientro, visto che lo scivolo è proprio controvento, e poi scopriamo ancora una volta che ci siamo beccati un DNF (gli arrivi sono stati presi fino al 27°) Dopo tutto se i primi portavano lo spi, la differenza di velocità era veramente tanta. Vista in video la conduzione dei capiflotta è impressionante: barca piatta, regolare, randa sempre in tiro, scia da motoscafo!
Il quarto e ultimo giorno esce un vento medio (sui 10-15) che ci permette di fare una 6^ prova tecnica, ma purtroppo ancora sotto tono (49i). Poi il vento sale ancora sui 20-25, meno di ieri, un po' più umano. La nostra 7^ prova ci vede finalmente in contatto col gruppone di mezzo. Finalmente infiliamo una buona partenza, attaccati alla barca giuria, e possiamo virare subito. Di poppa questa volta non ci tiriamo indietro e alziamo lo spi. Corrado si esalta perchè finalmente legge dei numeri velici che non avevamo mai visto... se non a terra. Addirittura nota anche un equipaggio femminile dotato di palmares! E la timoniera era pure carina! Seconda bolina siamo sempre lì, in layline di dritta c'è una barca rovesciata decidiamo di scapolarla e di virare. Sarà stata l'eccitazione di cominciare a raccogliere qualcosa dopo tanti sforzi, ma la virata è un po' troppo frettolosa, Corrado non riesce a sganciarsi in tempo e siamo di nuovo in acqua! Piccolo incidente che poteva avere delle conseguenze più disastrose con la barca che era scuffiata prima di noi che nel frattempo era stata raddrizzata: non ancora governano, ci vengono addosso e si incastrano col nostro timone, proprio mentre la nostra barca viene su! Meno male che la pala si libera dal suo vincolo e si solleva, sganciandoci dall'abbraccio fatale con l'altra barca. Ripartiamo ma ormai il gruppo è andato: chiudiamo 49i anche questa prova, giusto perchè ci piacciono i risultati costanti, almeno stavolta non è un DNF! Di poppa e al rientro siamo costretti ad andare con il freno a mano tirato, perche il timone non ne vuole sapere di restare giù e dobbiamo fermarci spesso a riposizionarlo.
La partecipazione della zona si è completata con tre laser del Club Nautico e ben tre giudici (Roberto Lachi, Presidente del Comitato campo delta, quello dei 470 e Finn, Luca Supplizi Contro-starter, sempre campo delta e Daniela De Angelis sul campo echo, quello delle star) non solo della zona ma della Lega Navale di Pescara!
Le classifiche, le foto e tutte le altre notizie della manifestazione si possono trovare sul sito ufficiale dei campionati (www.cico2010.com), altre foto e video si trovano sul sito della Federazione (www.federvela.it).










