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I regata nazionale 470

470Siamo andati a finire a Bari, spinti dalla voglia di vento, regate e planate, per la prima regata nazionale della classe olimpica 470. Siamo gli unici rappresentanti della Zona, e anche gli unici master (atleti con età media superiore a 35 anni, io e Marco facciamo 74 in due) iscritti alla regata. A dirla tutta l’età media è intorno ai 20, ma…non è questo un buon motivo per rinunciare alle proprie passioni.

Prima regata nazionale dell’anno: un evento quasi da professionisti, due giorni per fare 5 prove e i giudici non fanno sconti. Il primo giorno ci mandano in acqua con 25 nodi e onda formata. La media sarà stata sul metro e mezzo tra cavo e cresta, con qualche picco intorno ai due metri: onde ripide e bastarde. In queste condizioni ballerine portare la barca è un gioco difficile, soprattutto per mantenere un assetto e una velocità costante. Mi è capitato addirittura di “volare” durante la fase di discesa, e di perdere il contatto con il mezzo, come sulle montagne russe! Marco è stato bravo, col ventone sa il fatto suo, e a parte un paio di onde che a momenti mi trascinavano fuoribordo impattando come un muro solido d’acqua sul mio corpo appeso, è stata una navigazione fantastica: veloce, potente, esaltante. In queste condizioni capisci che la barca è nel suo elemento naturale: non mi stancherò mai di ripetere che il 470 è definitivamente la miglior deriva da mare grosso in circolazione.

Il primo giorno abbiamo navigato in queste condizioni, e siamo riusciti a portare a casa un 24 e un 21 sui 28 iscritti. Abbiamo optato per una condotta prudente,e ha pagato: laddove in passato con venti simili andavamo avanti a suon di scuffie e DNF, a Bari siamo riusciti a tenere l’albero ben fuori dall’acqua! l’unica nota preoccupante è stata la capocciata che Marco ha rimediato in strambata, ha rischiato di rompere a metà il boma, mica per altro!

La sera in giro per il centro di bari, finiamo a cena con un equipaggio livornese, si stringono rapporti di amicizia, mentre Marco tira fuori qualche ricordo dei tempi dell’accademia, conoscenze comuni e così via.

Domenica, in maniera simile a quanto accaduto sul campo optimist di Termoli, il vento e l’onda sono significativamente diminuiti, e abbiamo corso le restanti tre prove con prima 10 poi 8 e poi 6 nodi scarsi, con un onda residua sempre meno fastidiosa. Abbiamo infilato una buona partenza nella prima prova, dove siamo riusciti a toglierci la soddisfazione di battere l’ equipaggio livornese di amici-rivali, che ci ha restituito il favore durante la seconda prova: partiti invischiatissimi, non ci siamo più ripresi. La terza prova di giornata è stata per noi un po’ incolore, dopo un week end di fatiche io accuso stanchezza e cali di concentrazione, sono decisamente fuori forma.

Concludiamo con un 26-28-25 che certo non brilla ma ci evita comunque la gogna dell’ultimo posto. E alla fine ,incredibilmente veniamo premiati, per essere il primo (e unico) equipaggio master in classifica!