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II Regata nazionale 470

  • Scritto da Marco e Corrado

Marco e CorradoLa seconda regata nazionale dell’anno è stata corsa esattamente un mese dopo la prima, un mese che ha visto il risveglio di alcuni equipaggi rispetto al letargo invernale di febbraio, fino a raggiungere quota 37 iscritti. Abbiamo regatato a Cervia, località tradizionalmente estiva e che ospita il famoso Piada Trophy, regata snipe cara a molti dei nostri soci

Cervia non ha deluso le aspettative, nostre e della classe. Il circolo ha diretto magistralmente la giornata di sabato, con un comitato di regata severo ma attento, e in grado di proporre la classifica a terra in contemporanea con il rientro dei regatanti. Noi siamo andati lì con le vele nuove, ma senza tante ore di messa a punto, e questo si è notato soprattutto per svariate avarie cha abbiamo avuto, tutte risolte in un modo o nell’altro. Per sabato le previsioni davano circa 6-8 nodi una giornatina tranquilla insomma: tutti i sistemi meteo erano concordi in questo: hanno sbagliato tutti.

La prima prova si è corsa con i famosi 6-8 nodi a crescere , la successiva con circa 15 e la terza, nel pomeriggio con vento a calare fino a 8-9 circa. Il vento è stato piuttosto balerino, con prevalenza a destra per tutta la giornata, almeno in questo le previsioni sono state esatte.

La flotta in acqua è stata piuttosto vivace, sin dalla prima partenza è stato necessario per il CDR ripetere la procedura. Dopo un primo tentativo in barca optiamo per partire liberi e verso il centro della linea, scelta anticonformista che però ci ha permesso di avere velocità da subito. Bordeggiamo discretamente, ma io ho un problema con l’elastico di richiamo dei trapezi, che si è incastrato sotto l’albero e quindi non si allunga come dovrebbe: non poso stendermi come vorrei, e la velocità ne risente soprattutto durante le raffiche. Nonstante questo, riusciamo a fare delle belle boline con angoli soddisfacenti, e di poppa portiamo bene la barca in planata: concludiamo 29°, decisamente meglio degli standard cui siamo abituati.

Tra una prova e l’altra il vento è aumentato, e noi decidiamo di adeguare l’assetto della barca per la nuova intensità: regoliamo le crocette e abbassiamo le sartie. Mentre stiamo ghindando salta il gancio a S del paranco e il fiocco cade in coperta: per fortuna lo strallo ha retto e non abbiamo perso l’albero. Solo dopo la regata abbiamo ritrovato il gancio in barca: completamente deformato, non riesco ad immaginare la forza necessaria per romperlo così. In un primo momento decidiamo per il ritiro: ci sono 15 nodi circa, noi navighiamo con la sola randa e il fiocco (nuovo!) sbatacchiato in coperta a l’albero si regge in maniera precaria. Poi facciamo il punto della situazione: il paranco è sano, la ghinda e sana, l’albero è sano: con uno stroppo di spectra aggancio paranco e ghinda e rimettiamo tutto in tensione, pare che va! Ora tutta la barca è retta da questi 3 mm di spectra, tutte le mie preghiere vanno lì. In tutto questo sono anche riuscito a risolvere i problemi al trapezio. Per fortuna la procedura di partenza della seconda prova è stata ripetuta più volte, quando noi ci avviciniamo alla barca giuria manca giusto giusto un minuto. Riusciamo a partire u po’ invischiati , senza avere il tempo, ma partiamo: siamo ancora in regata!

La partenza ci penalizza un bel o’ e nonostante i nostri sforzi e un trapezio finalmente al 100% non riusciamo ad andare oltre al 32° posto.

La terza prova si rivelerà la migliore, ma solo grazie alle numerose squalifiche in partenza. Noi manteniamo l’assetto della seconda prova, e il vento cala fino a raggiungere il minimo della giornata. Male, molto male. Come se non bastasse marco ha dei problemi di timone e si fa buona parte della regata con la pala parzialmente alzata. La regata finisce con noi a stento nei 30 in mare, ma 22° grazie alle squalifiche in partenza.

Torniamo in albergo piuttosto sfiniti, e moriamo nelle rispetive stanze: camera matrimoniale riscaldata con bagno per il timoniere, ex sgabuzzino freddo, proletario e senza bagno per il prodiere (cioè me)…e poi parli di disparità di trattamento…vabbè…stiamo almeno un paio d’ore a riposo prima di uscire a cena, andiamo nel ristorante più vicino all’albergo, dove si mangia benissimo, ma ci tocca aspettare un po’ per poterci sedere, del resto sabato sera senza prenotare…dopo la lauta cenetta, stroncati dalle fatiche odierne filiamo in branda che sono le 10:30 scarse: domani mi sveglierò ancora più stanco e affaticato di ora, ormai ho smesso di credere al mito del recupero muscolare e atletico notturno.

Domenica mattina il mare è montato da NE fino ad impedire l’uscita in mare, e il CDR ha optato prima per un rinvio e poi per l’annullamento delle prove in programma. Quindi classifica immutata rispetto al giorno prima, e noi assistiamo alla premiazione da spettatori questa volta, prima di partire per Pescara.

Alla prossima!

Corrado e Marco